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Aggiungere il nostro profilo facebook su blogspot

pubblicato da Il Pesce Pallante su Angolo Converso - 6 giorni fa
Ormai facebook è una realtà affermata ed il più importante social network del mondo, per cui molti vorranno sapere come inserire il proprio profilo facebook su blogspot. Farlo è davvero semplicissimo! Lo ...

OnAir Onlus

una definizione di non-conferenza

Per i neofiti, cos'è un barcamp?

Il BarCamp e' una "non-conferenza" tematica, nata dal desiderio delle persone di condividere e apprendere nozioni in un ambiente libero e aperto al confronto. E' un evento intenso con discussioni, dimostrazioni e molta interazione tra i partecipanti. Chiunque abbia qualcosa da condividere o il desiderio di imparare e' benvenuto e invitato a partecipare. Quando arrivi, sii preparato a condividere con i barcamper. Quanto te ne vai, sii preparato a condividere con il mondo. Niente spettatori, solo partecipanti!

L'intento è quello di presentare ai cittadini, alle aziende e alle associazioni le esperienze, le attività e i modelli di business che in altre parti d'Italia e del Mondo stanno facendo crescere nuovi mercati e contemporaneamente stanno supportando i vecchi verso la ripresa economica. In questa prospettiva di sviluppo le aziende e le associazioni sono quelle che per prime vanno informate, istruite ed educate alle nuove tecnologie, ai nuovi media e ai nuovi modelli di business, affrontando i problemi più rilevanti per svilupparne le potenzialità.

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fior da fiore [Ambienti Digitali]

comunicazione by google
http://elleboro.unical.it/?q=node/1433
Da qualche tempo sono PowerSeller su eBay
http://elleboro.unical.it/?q=node/1434
l'amore dello studente
http://elleboro.unical.it/?q=node/1027
esami ad Arcavacata
http://elleboro.unical.it/?q=node/1027#comment-3408
callcenter (all'attenzione di Marica)
http://elleboro.unical.it/?q=node/1325#comment-3407

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chi si attarda sulla parola “virtuale”

Questa impressione me la confermano molti altri casi singoli: Facebook sta avvicinando alla comunicazione interattiva persone che finora se n’erano rimaste lontane per scelta o per indifferenza. E lo sta facendo nonostante tutte le perplessità, i dubbi e i problemi che vengono segnalati. Sotto questo aspetto, non dovremmo mai finire di ringraziare Mark Zuckeberg, che fa da solo per la cultura degli italiani più di tutte le nostre istituzioni educative.

La bellezza dell’esperienza

La cosa che sorprende è che dentro quei cinque milioni (diciamo che ci crediamo) si trovano allo stesso tempo il neofita che più neofita non si può e lo scafato che ha cominciato a usare la telematica quando era appunto tale e non ancora internet.

Esiste in Fb il gruppo degli ex utenti di Agorà, il bbs finanziato dai radicali con i soldi del finanziamento pubblico ai partiti e creato da Roberto Cicciomessere e Gianni Sandrucci alla fine degli anni ‘80. Una tappa fondamentale, insieme ad altre due, forse tre altre esperienze pionieristiche per la nascita di un minimo e ristretto pubblico di appassionati negli ultimi ‘80 e primi ‘90 in Italia.

Quei servizi lenti e primitivi fecero di noi neofiti di allora gente smart che sapeva mettere le mani anche sui cavi telefonici, se era necessario. Fece, in forme linguistiche molto “geek” e su piccoli gruppi di persone, la stessa opera che sta svolgendo Facebook oggi sui grandi numeri.

E lo sta, Facebook, facendo grazie a un’architettura di comunicazione buona, nel senso di efficiente, e soprattutto ricca di funzionalità: il neofita arriva e può fare in un colpo solo quello che si fa con l’email, flickr, un forum, un blog e un gioco di simulazione, e collegandosi magari da mobile. E’ tutta internet in venti minuti e vi sono livelli di esperienza e di uso possibili che vanno dall’abc ad operazione assai sofisticate. E’ servita, Fb, come incubatore e centro di informazione (centro…. ahia) per il movimento dell’Onda e perfino i cardinali se ne servono per la loro nuova iniziativa politica, come ha fatto l’arcivescovo di Napoli, Sepe. Con tanti saluti a chi si attarda sulla parola “virtuale”. E ora, andiamo oltre.


orazio converso

Matematica a scuola

un giorno di fronte a queste alllusioni ad una "matematica (la mia e di Emma Castelnuovo, Giovanni Prodi, per es) che lascia il tempo che trova" - neanche carine e spiritose come la tua - sbottai. chiamai la mitica Paola Cian a esibire il suo quaderno di amtematica (tenevo che si tenesse un quaderno, ricordi?) : sapevo che Paola, secchiona ma simpatica a tutti i suoi compagni, seguiva le mie indicazioni... il quaderno conteneva circa 47 problemi svolti, articolati, dimostrati che noi prendevamo dai testi della Castelnuovo, da Giovanni Prodi, da ... etc; la mandai a spese mie nella piazzetta dietro il forno alla copisteria a fotocopiare il quaderno (peccato! non lo ritrovo) e lo tenni a disposizione dei critici superficiali per gli ultimi giorni di scuola..
Dev'essere stato allora che decidesi che il mio sforzo era superiore alle vostre forze e lasciai la scuola.
Anche tu oggi alludi a quei ridicoli esami di analisi matematica che vi propinano per farvi diventare "specialisti" in un'Italia che non conosce alcuna cultura di massa matematica formalizzata e quindi non riesce ad elaborare una cultura digitale e tecnologica adeguata - ben oltre la sterile pratica tecno-ingegneristica che scava sempre più l'abisso tra i tecnocrati e le persone "comuni".

Il quaderno di Paola era magnifico, con le sue correzioni e le sue note personali, ma non bastava a giustificare il mio fallimento e quello della cultura democratica di massa che tentava una scuola pubblica uguale per tutti come base comune per una nazione, la quinta del mondo come produzione!
Anche oggi gli "italiani" sono ciucci in matematica e si colpevolizzano di fronte al solito ricercatore prezioso e snob.. madò!

Ed anche tu magari...ricerchi..."usi" la matematica, quella efficiente e ben compartimentata, senza pensare che i BRAVI come Wernher von Brown (il tecnico nazista tedesco importato in Usa per le glorie dei lanci spaziali Apollo) mandavano missili su Londra dai laboratori a due passi dai campi di sterminio nazista, imperterriti, presi dalla loro scienza e dei loro padroni.

E magari ora tu mi dirai "che c'entra il nazismo ora" etc etc...ah ah ah
ci vediamo
Editor

orazio converso

Reclino, io poeta notturno








La Chimera

Dino Campana

Non so se tra roccie il tuo pallido
Viso m'apparve, o sorriso
Di lontananze ignote
Fosti, la china eburnea
Fronte fulgente o giovine
Suora de la Gioconda:
O delle primavere
Spente, per i tuoi mitici pallori
O Regina O Regina adolescente:
Ma per il tuo ignoto poema
Di voluttà e di dolore
Musica fanciulla esangue,
Segnato di linea di sangue
Nel cerchio delle labbra sinuose
Regina de la melodia:
Ma per il vergine capo
Reclino, io poeta notturno
Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,
Io per il tuo dolce mistero
Io per il tuo divenir taciturno.
Non so se la fiamma pallida
Fu dei capelli il vivente
Segno del suo pallore,
Non so se fu un dolce vapore,
Dolce sul mio dolore,
Sorriso di un volto notturno:
Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti
E l'immobilità dei firmamenti
E i gonfii rivi che vanno piangenti
E l'ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti
E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti
E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.

orazio converso

Università e saperi

Si cerchino allora alcune cose, assolutamente inattuali:

  • 1. Immettere in qualsiasi scuola, di qualsiasi tipo, discipline di carattere critico-filosofico. Le quali sono, a un certo livello di maturazione conoscitiva, invocate dalla formazione stessa, alla quale danno una marcia in più.
  • 2. Dare forza di garanzia costituzionale a una riserva di fondi, nel bilancio dello stato, per le spese in formazione e in ricerca (umanistica e tecno-scientifica).
  • 3. Inserire nella scuola, contro l'elefantiaco processo di proceduralizzazione in atto, elementi di forte semplificazione, per restituire ai docenti tempi di formazione e ricerca e non tempi di carta.
  • 4. Dare spazio in ogni scuola a laboratori di saperi incrociati, di seminari permanenti fra discipline diverse, di percorsi creativi, di arti, di letture, di poesia, di sperimentazioni, di ricerche, di pubblicazioni, di confronti fra diversità. La stessa presenza di culture religiose diverse può essere occasione di riflessioni.
  • 5. Darsi un'informatica intelligente, che non trasformi una risorsa in ostacolo. L'informatica che burocratizza può servire a sburocratizzare. Quella che accentra può decentrare. Quella che verticizza può creare istanze di contro-verifica critica dal basso e in nome di valori non considerati in sede centrale. Occorre, inoltre, guardarsi da una strisciante nuova retorica: quella dei numeri. Che stanno diventando i portatori insani di una retorica che celebra la propria giustezza a partire dalla seduzione di un grafico.
  • 6. Dare dignità vera al docente, sottraendolo, con percorsi certi, seri e favorenti, alla sua deriva di residualità rassegnata. Ma qui non bastano parole: occorrono risorse ben spese (anche in termini di detassazione per la formazione).

I docenti sono i magistrati di una funzione civile, di valore pubblico: formare, educare, far pensare.

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